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Città di Catania

Storia, popoli ed urbanizzazione

Catania e' una città che come poche altre al mondo porta con se' testimonianze di oltre 27 secoli di storia. Segnata indelebilmente dalla morfologia del territorio, la città deve molto al gigante che ne ha plasmato virtu' e tragedie: l'Etna, il vulcano attivo piu' alto d'Europa, che dal 2013 e' divenuto Patrimonio dell'Umanità tutelato dall'UNESCO. Distrutta e ricostruita dopo terremoti ed eruzioni (ben nove volte nel corso del tempo), al vulcano (anzi, alla "Muntagna", come la chiamano i catanesi) deve anche la fertilità dei campi coltivabili e la conformazione a golfo delle sue coste. Proprio dal vulcano pare derivi il nome della città : l'etimologia discenderebbe dal greco katane, cioe' "grattugia" (come sosteneva Plutarco, per l'associazione con le asperità del territorio lavico) o da katà -Aitne', "appoggiata all'Etna", o ancora dal latino katina, cioe' "catino" (per la conformazione naturale a conca delle colline intorno alla città ). Fondata nel 729 a.C. dai Greci, del periodo si conservano il Teatro Greco e l'Odeon, di recente riportati alla luce ed oggi sempre piu' spesso utilizzati per spettacoli teatrali. Con la dominazione romana, la città divenne un centro politico, commerciale e culturale di notevole importanza. Lo testimoniano le tante costruzioni dell'epoca, primo tra tutti il glorioso Anfiteatro (il secondo piu' grande di tutto l'Impero, dopo il Colosseo) di cui oggi si ammirano alcune porzioni, nonche' i resti del foro e le tante terme (Achilliane, dell'Indirizzo, della Rotonda, dell'Idria). Particolarmente importante, poi, era il Porto Ulisse, un approdo naturale oggi scomparso sotto diverse colate laviche. Le successive colonizzazioni bizantina, araba, normanna, sveva, hanno modellato la città con tessuti urbani diversi e monumenti di notevole fattura. Tra questi, degno di nota e' il Castello Ursino, una grande fortezza voluta da Federico II posta (in origine) a strapiombo sul mare. E poi ancora, Angioini, Aragonesi, Spagnoli, fino al Regno Borbonico ed all'Unità d'Italia con l'arrivo di Garibaldi. La città deve il suo impianto attuale principalmente a due eventi catastrofici: la colata del 1669 che seppelli' la parte occidentale della città (sommergendo addirittura il fossato del Castello Ursino e prolungando la città a sud-ovest) ed il terribile sisma del 1693 che distrusse l'intera Sicilia orientale, provocando migliaia di vittime. La ricostruzione settecentesca ha donato alla città una struttura urbana totalmente nuova, caratterizzata dall'architettura tardo-barocca. Tra i monumenti piu' importanti ricordiamo la Cattedrale di Sant'Agata (ricostruita sulle fondamenta della vecchia chiesa, di cui restano in piedi solo le absidi), la chiesa della Badia, le chiese ed i conventi della via Crociferi, i palazzi Biscari e Tezzano, dei Chierici e dell'Università , il Palazzo del Comune, la Porta Uzeda, il Monastero dei Benedettini. Di particolare rilevanza e' il nuovo reticolato di strade, dominato dalla lunga via Etnea che, partendo da piazza Duomo, taglia verticalmente la città fino alla parte piu' settentrionale. Nell'Ottocento la città si e' ulteriormente arricchita di nuovi mirabili monumenti, tra cui il grandioso Teatro Massimo Vincenzo Bellini e la Porta Ferdinandea (detta anche Porta Garibaldi) sulla parte ovest della città . Il Novecento ha portato all'espansione verso nord, con nuovi quartieri e soprattutto con la realizzazione del lungomare, che costituisce un fiore all'occhiello della città e porta i turisti verso le splendide località di Aci Castello ed Aci Trezza.

Città di letterati, musicisti e scienziati

Da sempre polo culturale e scientifico, Catania vanta illustri personaggi che dal periodo greco ad oggi hanno reso celebre la città ai piedi dell'Etna. Del passato, meritano sicuramente menzione il poeta Stesicoro ed il giurista Caronda. In epoca recente, si ricordano in particolare i celebri scrittori Giovanni Verga, Luigi Capuana e Federico De Roberto, il poeta Mario Rapisardi e soprattutto i musicisti Giovanni Pacini e Vincenzo Bellini. Proprio a quest'ultimo sono dedicati alcuni dei luoghi d'interesse piu' importanti della città , tra cui il già citato Teatro Massimo (dove si esibi' anche Maria Callas), la Villa Bellini, il monumento in piazza Stesicoro (che rappresenta, oltre al compositore, le sue quattro piu' celebri opere: Norma, I puritani, La sonnambula e Il pirata), e di recente gli e' stato intitolato anche l'Aeroporto internazionale di Fontanarossa. Del XX secolo, infine, meritano di essere menzionati, tra tutti, i grandi fisici Filippo Eredia ed Ettore Majorana (misteriosamente scomparso nel 1938), l'artista Emilio Greco, i cantanti Franco Battiato, Carmen Consoli, Mario Venuti, Mario Biondi.

Cucina, folklore e tradizioni

Con uno stile tipicamente mediterraneo, ma unico per contenuti, Catania abbraccia il turista in un vortice di passioni ed esperienze. Una prima tappa imperdibile e' da fare presso i due mercati storici: la Pescheria, il mercato del pesce alle spalle di piazza Duomo, dove e' possibile cogliere colori, odori, voci e sapori autentici della Sicilia; e la Fera o' Luni, lo storico mercato in piazza Carlo Alberto che si svolge ogni giorno e dove e' possibile trovare qualunque cosa, dai generi alimentari all'abbigliamento, dalle calzature all'oggettistica, dai tendaggi agli animali domestici. La cucina catanese offre pietanze per tutti i palati, tutte da provare e da vivere. Si parte con la tavola calda: arancini, pizzette, cartocciate, cipolline... un trionfo di sapori da gustare nei famosi bar del centro, a qualunque ora del giorno e della notte. Si passa ai ristoranti, dove immancabile e' il riferimento al pesce fresco; provate anche la carne e le polpette di cavallo - seduti al tavolo o take-away nel panino - nelle tante trattorie tipiche del centro città . Non dimenticate anche il piatto tipico: la pasta alla Norma! In alternativa, una passeggiata al lungomare vi darà modo di gustare una buona granita siciliana, mentre per dolce si puo' spaziare dal cannolo di ricotta alla cassata, senza dimenticare i tanti dessert, pasticcini e torte. Assolutamente consigliata e', infine, una fermata in uno dei tanti Chioschi della città , dove poter dissetarsi dalla calura sicula con le tipiche bevande catanesi o assaggiare il prelibato frappe' alla nutella. Catania, come poche città in Europa, offre una movida notturna interminabile. Ogni sera, centinaia di pub e decine di discoteche sono pronti ad accogliervi nel cuore della città , sotto l'imponente prospetto dei palazzi di piazza Teatro Massimo o nei vicoli nel centro storico. D'estate, poi, oltre trenta stabilimenti balneari di giorno offrono attività ludiche e ricreative di ogni tipo e di sera si trasformano in dance-floor per ogni gusto e genere musicale.

La festa di Sant'Agata

Una delle principali attrazioni della città e' legata certamente all'immensa festa dedicata alla sua Patrona, Sant'Agata. Dal 3 al 6 febbraio i catanesi si riversano in strada per celebrare un rito che si perde nei secoli e richiama centinaia di migliaia di turisti, tanto da essere considerata la terza festa religiosa al mondo per partecipazione popolare. La festa si articola in tre giorni clou. Il 3 febbraio, al mattino, avviene la processione dell'offerta della cera, un lungo corteo composto da tutti gli organi, le associazioni, le autorità e le corporazioni della città , che sfilano lungo via Etnea, fino alla Cattedrale. Di particolare importanza sono le due Carrozze del Senato, che trasportano i vertici dell'amministrazione comunale e della curia trainati da cavalli. La sera, poi, e' assolutamente imperdibile lo spettacolo piro-musicale in piazza Duomo, in cui i fuochi d'artificio ed i giochi di luci fanno da struggente scenografia al concerto di musica classica che si tiene subito dopo in onore della Patrona. Il 4 febbraio, quando e' ancora notte fonda, si aprono le porte della Cattedrale per accogliere i devoti con il tipico sacco (saio) bianco, che attendono l'uscita del busto reliquiario di Sant'Agata dalla cameretta che la conserva, nascosta, tutto l'anno. e' un momento di straordinaria emozione che coinvolge un intero popolo ed affascina chiunque. Alle prime luci dell'alba, dopo la messa dell'Aurora, Sant'Agata fa la sua uscita trionfale ed inizia, su un fercolo argenteo trainato da migliaia di devoti, la prima processione (il cosiddetto "giro esterno"), percorrendo l'intera città oltre le vecchie mura perimetrali, per poi rientrare al mattino successivo ... dopo quasi 24 ore! Il 5 febbraio, nel pomeriggio, inizia invece la seconda processione (il "giro interno"), che percorre la via Etnea tra due ali di folla impressionanti, anticipata da centinaia di torcioni di cera accesi, portati a spalla come voto. Dopo l'intera notte, il mattino del 6 febbraio la processione raggiunge la Salita di Sangiuliano (che un tempo veniva fatta di corsa) e subito dopo avviene il canto delle monache di clausura in via Crociferi, in un silenzio surreale che ferma il fiato a chiunque vi assista. Poco dopo, a mattino già inoltrato, avviene il rientro della processione, momento finale struggente ed emozionante. Uno degli elementi piu' caratteristici della festa sono le Candelore, enormi cerei decorati in legno dorato che rappresentano le corporazioni ed alcuni quartieri della città . Sono in tutto 12, di vari stili artistici e varie dimensioni, decorate con statue raffiguranti la storia della santa ed illuminate la sera da artistici candelabri. Vengono portate a spalla da numerosi portatori, con un'andatura tipica detta "annacata". Già a metà gennaio, le Candelore girano la città accolte dai commercianti delle rispettive categorie, accompagnate da piccole bande che suonano brani tutt'altro che religiosi. La mattina del 3 febbraio si riuniscono tutte in piazza Duomo (alcune si "sfidano" alla Pescheria in gare di resistenza spettacolari), per poi prendere parte alla processione dell'offerta della cera e, nei due giorni successivi, alle processioni di Sant'Agata, anticipando il passaggio del fercolo; alla fine della festa, fanno rientro nei rispettivi quartieri. Sono sicuramente l'aspetto piu' folkloristico della tradizione, racchiudendo l'anima popolare della città , e sono assolutamente da non perdere, come tutta la festa.

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